Non è vero che non abbiamo tempo! by Gionata Smerghetto

Quante volte vi è capitato di rispondere a qualcuno dicendo “Scusami, ma non ho tempo”? Non c’è tempo di fare nulla. Non c’è il tempo libero.

Oggi la questione del tempo che abbiamo a disposizione è a mio parere  un punto fondamentale della attuale quotidianità. Abbiamo mille cose da fare, sempre di corsa, siamo perennemente in ritardo e con l’agenda piena di appuntamenti. Dobbiamo rispondere a cento messaggi, mille notifiche, un sacco di chiamate e ci perdiamo l’essenza del nostro tempo. 

Ma è sempre stato così o è soltanto un insieme di cose necessarie e allo stesso modo futili, per cui inconsciamente reputiamo che sono tutte “da fare”? Qualche settimana fa, rileggendo uno dei libri che ha cambiato la visione sul mio "essere libero" (Alzare l’asticella, di Nicola Zema) sono tornato su un passo fondamentale. Ci dobbiamo circondare solo di quello che ci serve e delle persone che condizionano positivamente la nostra vita. Tutte le perdite di tempo, le cose superflue e quello che non ci è strettamente utile, dovrebbe essere un pò alla volta allontanato da noi. Non per cattiveria o egoismo, anzi: è solo una “pulizia mentale” che ci permetterà di focalizzare meglio i nostri obiettivi e le nostre attese. 

Capita molto spesso anche a me. “Non ho tempo, non ce la faccio”. Questa affermazione, solitamente, nasconde una grande verità: che per quella cosa non è vero che non abbiamo il tempo, ma in realtà non ci interessa fino in fondo, non ci diamo molta importanza e non ci crediamo, semplicemente. 

Non è vero che non abbiamo tempo, è forse più vero che non rientra nelle nostre priorità. 

Da un po’ sto lavorando su un concetto che ritengo basilare per la nostra esistenza: raggiungere la libertà interiore. Questa parola molto “filosofica” vuole significare semplicemente la ricerca dei propri spazi, di quello che ci rende veramente felici e soddisfatti. Per farlo, si deve necessariamente passare per dei piccoli micro-obiettivi che, ogni giorno, ci accompagnano al desiderio finale. Si parte dall’analisi della quotidianità e di tutti gli aspetti che ci risultano in più, non necessari, superflui. Possono essere, purtroppo, anche delle persone: Zema, nel suo libro, afferma che dovremmo circondarci soltanto di persone che ci donano energia positiva e che sono in grado di condizionarci positivamente. Le persone che ci condizionano negativamente con i loro atteggiamenti, purtroppo, le dobbiamo evitare. E, sembra strano, se provate a contare chi vi condiziona positivamente attorno a voi, non credo che riuscirete a contarne moltissime.

Quante persone, ogni giorno, condizionano negativamente la vostra giornata? Il capo che alle otto di mattina ha già il broncio? Il collega che non dice “grazie”, l’amico con cui passi le giornate che ti parla solo di sfortune, cataclismi universali e nuvole di Fantozzi? Se ci pensate bene, facciamo ogni giorno tante cose solo perché “le dobbiamo fare”: sono delle abitudini. Ma quante di queste abitudini rientrano nella sfera di ciò che ci serve e ci potenzia?

Penso che si debba iniziare mentalmente dal riordino delle cose superflue e da tutto quello che, effettivamente, non ci serve. Un pò come quando sistemiamo l’armadio e siamo indecisi se buttare un vecchio paio di pantaloni, che non useremo mai più e non ci piacciono, ma ai quali siamo affezionati. 

Non è vero che non abbiamo tempo: dobbiamo soltanto scegliere con chi trascorrerlo.

Pensieri, bilanci e una nuova realtà. Come un telefono ti cambia la vita. by Gionata Smerghetto

E’ l’ultimo giorno del 2016 e io ho deciso di dedicare qualche ora ad una passione che da un pò mi riempie di soddisfazione. Scrivere i miei pensieri, con un paio di cuffie e un pianoforte di sottofondo.

Come capita a molti, gli ultimi giorni dell’anno sono solitamente i momenti durante i quali si riflette su quanto è stato fatto, su quante cose sono cambiate in poco tempo e sui progetti in corso per il nuovo anno. Mi capita spesso, nelle riflessioni che faccio, di chiedermi “quante cose sono cambiate in un solo anno?”. Questa riflessione è tanto significativa quanto stimolante, perché, credendo fortemente nel cambiamento, ritengo che di questo passo ogni anno nuovo svelerà nuove scoperte e nuovi orizzonti. Ma questo vale per tutti, non trovate? Guardarsi alle spalle e vederci "un anno fa" è molto intrigante, sembra quasi di vedere un’altra persona, oggi completamente cambiata.

Il nostro cambiamento scorre rapido, anche perché disponiamo di un mezzo di comunicazione e conoscenza immediato, repentino, fin troppo veloce rispetto alle nostre potenzialità: l’attuale tecnologia. Siamo sempre connessi, possiamo controllare e scoprire qualsiasi cosa con un paio di tap sullo schermo di un dispositivo. Molte volte sorrido pensando che riesco a gestire tutte le mie attività giornaliere (e ultimamente non sono poche) direttamente da smartphone. “Come un telefono ti cambia la vita”. Potrebbe essere il titolo che rappresenta il mio 2016.

Samos, Grecia. Luglio 2016.

Il grande passo avanti, nel mio recente passato, è stato proprio questo: scoprire una passione che mi ha spinto a stravolgere la mia vita, smettendo di pensare che “un giorno qualcosa cambierà”. Le cose cambiano se ci andiamo incontro, se le cerchiamo veramente. E se le facciamo nostre.

Tutto è iniziato cercando la mia dimensione, il mio spazio. Nel 2016 ho viaggiato come mai ho fatto prima nella mia vita. Ho deciso di cambiare strada, di lasciare delle certezze e puntare su me stesso, perché ci credo veramente. Magari un giorno non ci riuscirò, ma di certo non avrò il rimorso di non averci provato e di aver vissuto una vita telecomandata. Ma non preoccupiamoci troppo, in fondo ci riuscirò.

Mi sono preso lo spazio per alcuni piccoli sogni, tra i primi viaggiare. Ho visitato oltre 70 città in Italia e all’Estero, ho preso 17 voli aerei e 21 treni, ho dormito fuori casa  per 75 notti, in 36 hotels differenti. Sono passato dalla suite “seven stars” di Torino alla stanza buia e senz’acqua dell’Africa, dall’hotel in centro a Praga all’ostello di Amsterdam con dieci persone nella stessa camera. Ho conosciuto un’infinita di persone, ho parlato con gente da tutto il mondo, da ognuno ho sicuramente imparato qualcosa. Ho scoperto che la nostra mente ha una grande dote: sapersi adattare al cambiamento. 

Ho deciso di fare di più, di rincorrere dei sogni che spesso risultano scomodi e difficili da realizzare solo perchè non avevo il coraggio di avvicinarmi. Andare in Africa per un’esperienza umanitaria è stato coraggioso e forte, ma è stata una scelta che ho maturato in pochi minuti. Lo sentivo e lo volevo da molto, finché ho deciso di dire “sì”. Vivere in ospedale, indossare un camice, ed entrare in sala operatoria è stato un climax di emozioni che non dimenticherò mai, come il sorriso di un bambino che ti fissa negli occhi.

Ci sono stati momenti difficili e ce ne saranno ancora molti altri, ed è proprio in quei frangenti che esce la nostra vera natura. Inseguire i propri obiettivi perseverando in quello che crediamo fa sicuramente la differenza. 

Tutto questo, paradossalmente, l’ho fatto dopo pochi mesi dall’inizio della convivenza con Federica. Convivenza che, oggi, è ancora più forte di prima. Mi piace pensare che il 2016 è stato un anno fondamentale per la nostra crescita personale, e dietro a tutto questo c’è il suo merito assoluto. Senza di lei tutto questo non sarebbe mai stato possibile, e solo con lei il futuro potrà essere ancora migliore e ricco di soddisfazioni. Pensare “fuori dagli schemi” non significa sbagliare. A volte è semplicemente un pensare diverso dal solito.

Auguro a tutti voi un futuro felice e ricco di gioia: ricordatevelo, la felicità dipende solo da noi stessi!

 

Per chi si fosse perso il mio video dell’esperienza in Africa, eccolo qui!

 

#VeniceFashionNight 2016, settimana della moda! by Gionata Smerghetto

Dal 22 al 29 Ottobre si è tenuta, come ogni anno, la Venice Fashion Night.

Un evento organizzato da VeneziaDaVivere, in grado di esaltare la moda e la cultura veneziana attraverso la scoperta del vero e puro artigianato veneziano, con una settimana di spettacoli, eventi e vernissage che hanno coinvolto tutta la città.

Total look & make-up: Coin Excelsior.

Total look & make-up: Coin Excelsior.

E’ stato un piacere scoprire le botteghe storiche di Venezia, quelle che ancora oggi producono e confezionano i loro prodotti interamente "made in Italy", con lavorazioni a mano, attraverso l’artigianato e l’imprenditoria locale. La settimana di eventi si è conclusa, per noi instagramers, con la giornata finale, ricca di eventi di divertimento, moda e spettacolo nelle principali location veneziane.

Un mix incredibile di aperitivi, show, sfilate, shooting fotografici, opening, tutto riassunto negli eventi del Sabato sera. Tra le principali botteghe veneziane, ho avuto il piacere di scattare nei negozi di Coin Excelsior, Gas, Pot-Pourri, Nina Boutique, Maliparmi, Antonia Sautter e molti altri.

Venice Fashion Night è certamente un evento che proietta la città di Venezia nel lustro del panorama delle capitali europee, raccogliendo molti visitatori che amano rivivere il lusso e la creatività del Made in Italy Veneziano.

 Scopri di più qui!

Scatta, edita e pubblica! Tutto da Smartphone? by Gionata Smerghetto

Sembra immediato vedere una foto su instagram e dire: “Beh, quello fa il fotografo, ci credo che fa le foto perfette”.

Questo spunto nasce da qualche commento arrivato nelle mie foto in Instagram da alcune persone: “Ma con cosa scatti? Che macchina fotografica utilizzi?”. Molte volte rispondo semplicemente: “Simply, only iPhone!”. 

Ci credete se vi dico che buona parte degli instagramers utilizza soltanto lo Smartphone? In realtà l’applicazione Instagram nasce appunto per condividere all’istante uno scatto quotidiano, creato e pubblicato con il telefono. Sempre più spesso però, molti instagramers popolari scattano con macchine fotografiche di livello, post-producono da pc e condividono lo scatto "finito” dall’app Instagram del cellulare. Instagram diviene quindi soltanto un mezzo per “postare” la foto già creata e modellata ad hoc attraverso altri strumenti. 

Prague, Novembre 2016

Facile pensare che così viene a mancare la “magia” dell’immediatezza, la spontaneità dello scatto live: devo ammettere che il lavoro di editing fotografico e di studio della pubblicazione, sono i punti forti degli instagramers di tutto il mondo. In pochissimi pubblicano una foto “fatta al momento” senza prima modificarla e renderla perfetta per il post. Si deve assolutamente editare lo scatto.

Gli "instagramers" sono ogni giorno alla ricerca della qualità, ma necessitano anche di immediatezza e comodità. Nel backstage di una gallery perfetta (molte volte infatti gli utenti tendono a seguire dei profili non soltanto per la singola foto, ma per la composizione del profilo stesso) non c’è soltanto lo scatto fatto con lo smartphone, ma molto di più: una caratteristica essenziale è sicuramente l’editing fotografico: luci, colori, prospettive, filtri, temperatura, correzioni.

Ci sono molte app che nascono e sono diventate “celebri” grazie alla crescita dell’utilizzo di Instagram.

Volete sapere quali uso io? Principalmente Snapseed, VSCO e Lightroom da iPhone. Come dicevo all’inizio, ogni instagramer decide con cosa scattare, come editare, in che modo pubblicare, anche in virtù del tempo che ha a disposizione. Personalmente amo sperimentare, quindi adatto ogni pubblicazione alla mia necessità: se ho poco tempo e voglio pubblicare uno scatto “live” tenderò a fare tutto con il mio iPhone: scatto, edito con le app e pubblico in Instagram. Se invece ho scattato con la macchina fotografica e non ho fretta di condividere la foto, potrò anche valutare la post-produzione al pc (solitamente con Lightroom da Mac).

Riassumendo, ognuno ha le sue abitudini e le proprie manie, ma da ciascuno potrete imparare qualche piccolo segreto per migliorare le vostre pubblicazioni in Instagram!

Main Street in Prague, Nov.2016

Boat in Prague Nov. 2016