Italian Wonder Ways: 5 cammini per 5 continenti... / by Gionata Smerghetto

100 PARTECIPANTI. 4 REGIONI. 412 KM. LA VIA “AMERINA” TRA UMBRIA E LAZIO.

Italian Wonder Ways è un progetto pensato e creato dal Consorzio di Francesco’s Way, appoggiato dalle Regioni Lazio, Abruzzo, Toscana ed Umbria. Un cammino che rappresenta il pellegrinaggio verso il Vaticano, attraverso la natura incontaminata del Centro Italia, come storica riproposizione dei cammini spirituali che congiungevano alla Chiesa.

Con il mio gruppo facevo parte della Via Amerina: il percorso è iniziato dalla Basilica di Assisi, attraverso le campagne di Umbria e Lazio, fino all’arrivo al Vaticano. Questo meraviglioso cammino è un continuo flusso di emozione, spiritualità, pace con sé stessi. E’ frutto degli immensi sforzi di Giancarlo Guerrini, ex bancario appassionato da sempre di storia e archeologia, che una notte ebbe improvvisamente una grande illuminazione, mentre con alcuni compagni camminava lungo il Cammino de Santiago: riaprire la ormai dimenticata Via Amerina, e renderla fruibile ai pellegrini di tutto il mondo. Tutto questo si realizza grazie alla creazione della Fondazione dei Cammini della Luce: la volontà è quella di ricercare la pace interiore, avvicinando la mente dei pellegrini alla propria anima, percorrendo a piedi antichi itinerari del Centro Italia.

Il percorso è iniziato dalla Basilica Santa Maria degli Angeli, ad Assisi: lì è iniziata una storia che definirei “infinita", un percorso che si è protratto nella conoscenza non solo del luogo ma soprattutto dell’anima delle persone che lo hanno condiviso con me. Non scherzo quando dico che mai come dopo questa esperienza, ho sentito dentro me un forte vuoto, come se, l’ultimo giorno, salutare i miei compagni di viaggio che arrivavano da tutto il mondo mi avesse tolto un pezzo del mio cuore. Ricordo ancora il respiro lungo e malinconico del mio ritorno a casa, in treno, mentre osservando il paesaggio scorrere velocissimo dal finestrino. I miei pensieri tornavano costantemente a tutto quello che la settimana di cammino mi aveva donato.

Ingresso colonnato della Basilica Santa Maria degli Angeli, Assisi.

Tutto inizia alle ore 17 davanti alla Basilica di Assisi, dove incontro i miei compagni di viaggio:

Magda è una signora polacca, che ama l’Italia così tanto al punto da lasciare il suo paese di origine per scrivere e raccontare il nostro Bel Paese.

Tobie ha 32 anni, viene da Dusseldorf, e scrive per un magazine online di viaggi tedesco: è allo stesso tempo elegante ed ironico, la sua semplicità mi conquista.

Susanna è una blogger portoghese, ha girato il mondo più volte, il suo fascino di sorella maggiore mi fa capire che si prenderà cura dei suoi compagni con una simpatia pura e confidente.

Dylan è un nerd londinese, comunica solo con un inglese da “citizien”, ma è affascinante quanto il suo veloce slang cittadino a cui più volte dovrò chiedere “Repeat, sorry?”.

Olivia è una giovane e sorridente ragazza di origini polacche, ma cresciuta in Germania. Ha da poco vent’anni, ma la sua capacità di volerle bene è subito caratteristica essenziale per tutti. 

Paolo è l’unico italiano, lo identifico subito come il mio futuro padre di viaggio. Ora posso dire che non mi sbagliai. Ama chiacchierare, sempre con una sottile ironia dal fascino indiscutibile.

Aldana e Tino mi colpiscono all’istante: una coppia di blogger che da una vita ama viaggiare e raccontare il mondo, anche da quando con loro c’è un meraviglioso bimbo di 2 anni, Tahiel, il più giovane del gruppo.

Camille è una fashion blogger molto popolare in Giappone, penso subito che sarà difficile comunicare con lei, da subito è molto riservata.

Dani invece arriva dalla California, scrive per una rivista di viaggi americana. Il suo sguardo introverso mi racconta tra le righe che sarà misteriosa e interessante.

Ad accompagnarci c'è Agnese, capogruppo e nostra guida della settimana. Uno sguardo di sincera purezza e grande generosità la identificano subito. Si rivelerà il nostro “Angelo Custode”.

Il territorio tra i Monti Cimini e i Monti Reatini, all’ingresso del Viterbese.

Dopo la "Benezione dei pellegrini” ad Assisi, il secondo giorno scorre in un paesaggio meraviglioso, attraverso i Monti Cimini e Reatini, alla scoperta dell’ultimo pezzo di Umbria che si inserisce nel Viterbese. Da Dunarobba, una frazione di Avigliano Umbro, raggiungiamo Amelia, piccolo borgo cittadino che fu fondata ancor prima di Roma: custodisce intatto ancor oggi il centro storico più antico e affascinante del territorio umbro. Lo si coglie anche dall’orgoglio con il quale gli Amerini raccontano della propria terra, un’amore innato.

Orte è, invece,  un tesoro che unisce vicoli medievali con il prezioso verde della natura, anche nelle terrazze delle signore che curano con immenso amore il loro borgo cittadino. Nel pomeriggio raggiungiamo Gallese, che ci accoglie con una ricca merenda a base di dolci, torte e cioccolato buonissimo, tutto realizzato con le autoctone nocciole di Gallese, una prelibatezza assoluta. Prima del tramonto raggiungiamo Civita Castellana, dove ceniamo.

Le prime luci di Civita Castellana, il Sabato mattina, regalano il silenzio di un piccolo borgo amato dai propri cittadini. Lungo la strada attraversiamo Vasanello, dove il profumo della carne grigliata attira subito la nostra attenzione: ogni anno si festeggia con una sagra popolare la “classe” che compie i 40 anni. La piazza è in festa, i neo-quarantenni fremono per la preparazione del pranzo per la comunità: qui tutti si conoscono, tutti vogliono partecipare, è un vero racconto di amore per la propria terra e le proprie origini. Attraverso Corchiano, piccolo ma affascinante borgo del Lazio, raggiungiamo Calcata, e qui il tempo di ferma per qualche ora. Il borgo medievale non permette l’utilizzo della rete telefonica all’interno delle proprie mura, ma quello che mi colpisce è l’infinita bellezza della cittadina. Un continuo susseguirsi di vicoli incredibili, tutte le terrazze sono gremite di fiori e verde, ogni ingresso di casa è un’opera da ammirare. Nel centro ci vivono circa 60 persone, i gatti dormono all’ombra stanchi di una calda giornata di sole settembrino.

I giorni seguenti si concentrano nel cammino tra ulivi, viti, noccioli e indelebili paesaggi del Lazio che ci avvicinano a Roma, attraverso i borghi di Castel Sant’Elia e Nepi.

Raggiungendo Roma sono trascorsi ormai cinque giorni, e una volta in città, i cinque gruppi fino ad oggi divisi diverranno unico flusso, e ci perderemo tra tutti. In questo preciso istante sento già la nostalgia del percorso con i miei amati compagni: camminare e condividere ogni giorno la quotidianità assieme a loro aveva creato un amicizia inscindibile, incredibilmente nuova e ricca di passione. Il viaggio più bello è quello fatto l’uno verso l’altro, impersonificato dai "Giardinieri di Dio” che si prendono cura e conservano l’atmosfera di questi piccoli borghi incantati. Camminare con le "persone del mondo” è una ricchezza vera ed assoluta, inarrivabile, che regala gioia alla nostra mente e al nostro cuore. Dal finestrino, lungo il ritorno, per un momento non riuscivo a riconoscere la pioggia sul vetro da quella timida lacrima sul mio viso.